23 settembre, 2026

Missione in Grecia: costruire l’autonomia sanitaria europea

Si è conclusa la missione in Grecia della delegazione della Commissione per la Salute pubblica del Parlamento europeo che ho avuto l’onore di guidare. Una serie di incontri e visite dedicati ad alcune delle questioni decisive per il futuro della sanità europea: la sicurezza nell’approvvigionamento dei farmaci, la capacità produttiva dell’Unione, la ricerca e le biotecnologie e la disponibilità delle competenze professionali necessarie ai nostri sistemi sanitari.

La missione è iniziata ad Atene con un incontro con il Ministro della Salute greco, Adonis Georgiadis, con il quale abbiamo discusso del contributo che la Grecia può offrire all’autonomia strategica dell’Unione europea e alla competitività e resilienza del settore farmaceutico.

La pandemia e le successive crisi internazionali hanno reso evidente una vulnerabilità che l’Europa non può più ignorare: dipendere eccessivamente da Paesi terzi per farmaci, principi attivi e componenti essenziali significa esporre i nostri sistemi sanitari, e quindi i cittadini europei, alle conseguenze di crisi geopolitiche, interruzioni delle catene di approvvigionamento e carenze improvvise.

La Grecia rappresenta da questo punto di vista una realtà particolarmente interessante. Possiede un’importante industria farmaceutica, con una presenza significativa nella produzione di farmaci generici, e può contribuire al rafforzamento della capacità produttiva europea.

Ma riportare la produzione in Europa non può significare semplicemente ricostruire ciò che avevamo in passato. Dobbiamo guardare ai farmaci di domani.

Per questo ritengo necessario investire nella creazione e nel rafforzamento di veri hub farmaceutici europei, capaci di mettere insieme ricerca scientifica, innovazione, biotecnologie, formazione e produzione. L’Europa dispone di università, centri di ricerca e competenze scientifiche di altissimo livello. Questa capacità deve però riuscire a trasformarsi anche in capacità industriale e, infine, in farmaci concretamente disponibili per i pazienti.

Un aspetto che abbiamo potuto approfondire anche a Tripoli, visitando uno dei poli della produzione farmaceutica greca, dove industria e formazione stanno cercando di crescere insieme, preparando le professionalità necessarie alla produzione dei farmaci del futuro.

È un punto essenziale. L’autonomia sanitaria non si costruisce soltanto con stabilimenti e investimenti industriali. Servono ricercatori, tecnici, medici, farmacisti e professionisti adeguatamente formati. E questo tema si intreccia con un'altra delle grandi emergenze che interessano oggi i sistemi sanitari europei: la crescente carenza di medici, infermieri e altri professionisti della salute.

Ricerca, produzione e competenze devono quindi tornare a essere parti della stessa strategia europea.

Produrre una quota maggiore dei farmaci di cui abbiamo bisogno all'interno dell'Unione significa ridurre le nostre vulnerabilità, creare lavoro qualificato, valorizzare la ricerca europea e rendere più resilienti i sistemi sanitari. Tutto questo, però, deve avvenire senza compromettere un principio fondamentale: l’accessibilità delle cure.

L’autonomia strategica europea, infatti, non è un concetto astratto e non può essere considerata soltanto in termini economici o industriali. In campo sanitario significa essere capaci di garantire ai cittadini, anche nei momenti di crisi, i farmaci, le tecnologie e le cure di cui hanno bisogno.

Perché la sicurezza dell’approvvigionamento dei farmaci è parte integrante della sicurezza e della salute dei cittadini europei.