Trapianti: l'Europa può salvare migliaia di vite
Oggi in Commissione SANT abbiamo discusso una modifica che, se approvata, potrebbe rappresentare un passo storico per i trapianti in Europa.
Il principio è semplice: quando c’è un organo disponibile che può salvare una vita, i confini nazionali non devono diventare un ostacolo.
Ho proposto di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri affinché un cuore, un fegato o un polmone disponibile in un Paese europeo possa raggiungere rapidamente un paziente in imminente pericolo di vita anche in un altro Paese dell’Unione.
Allo stesso modo, dobbiamo costruire un vero sistema europeo per lo scambio di reni da donatore vivente, offrendo maggiori possibilità soprattutto ai pazienti altamente sensibilizzati, per i quali trovare un donatore compatibile è estremamente difficile.
Oggi abbiamo tecnologie, come la perfusione ipotermica e normotermica, che permettono di preservare più a lungo gli organi, valutarne la funzionalità e trasportarli in sicurezza su distanze maggiori.
La risposta di Vytenis Andriukaitis, mi sembra indicare un consenso molto ampio su questa direzione.
Se riusciremo a trasformare questo principio in una regola europea, allargheremo enormemente il bacino dei potenziali donatori e dei riceventi.
E questo non è un risultato astratto: significa offrire una possibilità di trapianto a persone che oggi rischiano di non averla.
Può significare salvare migliaia di vite.
