L'innovazione è fondamentale, ma deve restare al servizio della salute pubblica
Oggi in Commissione SANT ho rivolto alcune domande al Commissario europeo per la Salute, Olivér Várhelyi, su due temi centrali per il futuro dei sistemi sanitari europei: salute mentale e dispositivi medici.
Da medico e chirurgo, so quanto alcune condizioni gravi possano restare invisibili troppo a lungo. La salute mentale, soprattutto tra i giovani, è una di queste. Ansia, depressione, isolamento e tempi di attesa troppo lunghi non possono essere affrontati con iniziative frammentate, serve una strategia europea strutturata, con obiettivi chiari, prevenzione e risultati misurabili.
Ho chiesto alla Commissione se intenda finalmente muoversi verso una vera strategia europea di lungo periodo per la salute mentale, capace di trasformare anche le evidenze sull’impatto dei social media e degli ambienti digitali sui giovani in azioni concrete.
Ho poi affrontato il tema dei dispositivi medici. La semplificazione delle procedure è necessaria, ma non può avvenire a scapito della sicurezza dei pazienti, della qualità delle evidenze cliniche e della fiducia nel sistema regolatorio. L’innovazione è fondamentale, ma deve restare al servizio della salute pubblica: accessibile, sicura, equa e sostenibile per tutti i cittadini europei
