L'Europa deve continuare a investire in ciò che la rende credibile e riconoscibile
Ieri in Commissione BUDG ho preso la parola sul bilancio annuale dell’Unione Europea per il 2027, l’ultimo del quadro finanziario pluriennale 2021-2027.
Un bilancio che nasce in un contesto difficile, con margini ormai ridottissimi dopo anni di crisi consecutive. Ma proprio per questo, ogni scelta pesa più del solito.
Nel mio intervento, come shadow rapporteur per il gruppo Verdi/ALE, ho voluto ribadire un punto chiave: anche nella scarsità, l’Europa deve continuare a investire in ciò che la rende credibile e riconoscibile.
Parliamo prima di tutto di aiuti umanitari, oggi strutturalmente sottofinanziati rispetto alla dimensione delle crisi globali. Serve maggiore flessibilità e la volontà politica di usare tutti gli strumenti disponibili per intervenire quando serve.
Parliamo poi di sanità, perché l’esperienza recente ci ha insegnato che non è una politica “accessoria”, ma una vera questione di sicurezza. E dentro questo capitolo non possiamo più ignorare la salute mentale, che colpisce giovani e lavoratori e richiede prevenzione, non solo emergenze.
Ora inizia il lavoro sui compromessi. L’obiettivo è chiaro: un bilancio realistico, ma capace di usare fino in fondo ogni margine rimasto per rafforzare solidarietà, resilienza e coesione europea.
