Oggi abbiamo conferito la cittadinanza onoraria a Paolo Sorrentino

14 marzo 2014
14 marzo 2014, Commenti: 0

Appena appresa la notizia che La Grande Bellezza aveva vinto l’Oscar, ho sentito subito il bisogno e il dovere di dire “grazie” di persona a Paolo Sorrentino. Di testimoniare il nostro orgoglio pubblicamente. L’orgoglio di tutta la città di Roma. E di farlo con la forza che riveste un riconoscimento istituzionale. E Per questo oggi abbiamo voluto conferirgli la cittadinanza onoraria.

Il film La Grande Bellezza è un monumento cinematografico al magnetismo della nostra città, che diviene lo splendido e metaforico scenario dei sentimenti umani, della solitudine e dello smarrimento dell’uomo moderno.

Una città ritratta al di fuori dai canoni stereotipati, più banali e conosciuti, che lasciano spazio ad aspetti nascosti e bivalenti, dove l’anima sublime e intima di Roma, con i suoi contrasti angosciosi, è immersa dentro un patrimonio che ci rende ricchi e che dobbiamo imparare a utilizzare meglio.

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Ne La Grande Bellezza ogni inquadratura ci consegna l’impronta della storia, dell’arte, delle mille invenzioni tecniche ed urbanistiche che, di generazione in generazione, sono diventate un luogo dell’anima per milioni di persone al mondo.

Confesso che anche a me – cui è toccata l’altissima responsabilità di Sindaco – si affaccia spesso un sentimento di soggezione di fronte a Roma, alla sua bellezza e alla sua forza evocativa e simbolica.

In nessun’altra città al mondo vi è a disposizione una quantità di bellezza che si può fruire in modo così semplice e immediato.

A Roma in pochi minuti si può passeggiare tra il Pantheon e Piazza Navona, entrare nella chiesa di San Luigi dei Francesi e contemplare le meraviglie del Caravaggio.

Tutto questa bellezza, così facilmente fruibile, a volte, stordisce e fa emergere la sensazione di non riuscire a cogliere del tutto l’essenza più vera e profonda di Roma ed interpretarla nel modo più corretto.

Ma questo, come è ovvio, non ci suggerisce di rinunciare. Al contrario, ci sollecita ad agire per liberarla dalle bruttezze materiali e morali che in molti casi la opprimono e la calpestano.

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Per questo ci stiamo impegnando perché le romane e i romani tornino ad amare la bellezza che li circonda. Ci stiamo impegnando per restituire ai suoi cittadini e al mondo intero la Roma più autentica.non ci suggerisce di rinunciare. Al contrario, ci sollecita ad agire per liberarla dalle bruttezze materiali e morali che in molti casi la opprimono e la calpestano.

Ma Roma ha bisogno di tanta cura. E per noi la medicina migliore per curare la nostra città è la cultura, in ogni sua forma e declinazione.

Dove cultura significa rendere attuale e forza presente la storia, l’arte e l’archeologica ereditata dal passato, come stiamo facendo con il grande progetto dei Fori Imperiali e con il racconto sulla storia del Foro di Augusto, realizzato con Piero Angela, in occasione del bimillenario della morte dell’imperatore romano.

Un’altra proposta culturale l’abbiamo pensata, ispirandoci proprio al film La Grande Bellezza. Da questa mattina, infatti, è online sul nostro sito istituzionale la proposta di tre itinerari e 31 schede originali dello storico dell’arte Costantino D’Orazio.

Ma la cultura per noi è anche riuscire ad elevare una bellezza sociale fatta di comunità, di relazioni umane. Perché la bellezza è anche una visione.

E guardare le cose con questa visione aiuta a consolidare quel filo che unisce progetti culturali e rigenerazione urbana, che – insieme – ci consentono di accrescere la bellezza e la qualità della vita delle persone, al centro come nelle periferie.

Una città che si prende cura della sua comunità, anche negli angoli più remoti, è la migliore redistribuzione della ricchezza che un Sindaco possa realizzare.

Anche un cinema è un servizio culturale di quartiere, soprattutto in quelli più periferici assume una valenza ancor più importante.

Da Sindaco, e da amante del cinema, posso certamente dire che vigileremo con molta attenzione sulla tutela della destinazione d’uso delle sale cinematografiche, perché non siano oggetto di speculazioni.

Così come siamo, e saremo, sempre attenti ai bisogni dell’industria cinematografica, facilitando le produzioni nazionali e internazionali che decidono di girare a Roma.

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Così come stiamo prestando molta attenzione al futuro di Cinecittà, altro marchio internazionale che, dopo il Colosseo e Fontana di Trevi, è forse il luogo di Roma più conosciuto nel mondo.

Cinecittà è il sito di produzione immateriale per eccellenza, dove prende corpo l’immaginario. Dobbiamo preservarne marchio e luogo, ma anche rilanciarlo nella nuova dimensione che oggi la produzione cinematografica ha assunto.

Dobbiamo evitare qualsiasi deriva che porti lontano da quel luogo, ricco di maestranze e di competenze, la cultura contemporanea dell’immagine e della narrazione filmica, nazionale e internazionale.

C’è un cinema romano e italiano che può ritrovare col premio Oscar vinto da La Grande Bellezza una nuova vitalità e una nuova attenzione negli interlocutori internazionali.

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Perché a Hollywood ha vinto il film di Paolo Sorrentino, ma ha vinto anche il cinema di Roma e dell’Italia. Hanno vinto “15 anni di fatica e di duro lavoro”, un lavoro vero, sincero, fatto con amore da Paolo Sorrentino e da tanti grandi professionisti del cinema italiano che hanno lavorato al suo fianco per realizzare un’opera il cui prestigio è stato riconosciuto in tutto il mondo. Hanno vinto gli sceneggiatori, i montatori, gli autori della fotografia, gli scenografi, gli attori bravissimi, le maestranze, i costumisti.

Roma oggi è veramente felice ed orgogliosa di consegnare a Paolo Sorrentino la pergamena e la Lupa Capitolina, simboli dello stato di Cittadino Romano.

È il nostro modo per rendere testimonianza ad un artista e con lui alle tante persone, ai tanti professionisti che tutti insieme contribuiscono a fare la grande bellezza del cinema italiano.

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