L’Europa manda un messaggio chiaro: bruciare rifiuti non conviene all'ambiente e alle tasche dei contribuenti.
La Commissione europea ha proposto di includere gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani nel sistema ETS, il mercato europeo delle emissioni. In sostanza, gli impianti dovranno acquistare e restituire quote sulla base della CO₂ effettivamente emessa, monitorata e verificata.
Se approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, la misura entrerà in vigore progressivamente dal 2031. La direzione è inequivocabile: l’incenerimento non è una tecnologia neutra e le sue emissioni avranno un prezzo.
Questo riguarda direttamente Roma. L’inceneritore progettato a Santa Palomba dovrebbe trattare 600.000 tonnellate di rifiuti ogni anno e restare in funzione fino al 2062. Quando entrerà a regime, potrebbe dunque trovarsi pienamente dentro un sistema europeo che presenterà conti salatissimi per le emissioni prodotte. Il costo dipenderà dalle emissioni reali dell’impianto e dal prezzo futuro delle quote ETS. Ma una domanda deve essere posta subito: chi pagherà questi costi? Il gestore, il Comune oppure, ancora una volta, i cittadini attraverso la TARI?
Chi sostiene che l’inceneritore farà diminuire la tariffa dei rifiuti deve spiegare come intende evitare che il prezzo della CO₂ ricada sulle famiglie romane.
Da mesi chiediamo al Campidoglio risposte sulla compatibilità di questo progetto con gli obiettivi climatici e con le politiche europee. La nuova proposta della Commissione rende quelle domande ancora più urgenti.
È miope legare Roma per decenni a una tecnologia che l’Europa si prepara a rendere più costosa, mentre prevenzione, riuso, raccolta differenziata e riciclo rappresentano le vere priorità della gestione moderna dei rifiuti.
Roma ha bisogno di una strategia circolare e rivolta al futuro, non di un impianto del passato destinato a diventare un peso economico e ambientale. L’Europa sta dicendo con chiarezza che incenerire costa. E quel costo non può essere scaricato sull'ambiente e sulle tasche dei cittadini.
