Cuba oggi è molto più di una questione politica. È una questione umanitaria.
Cuba oggi è molto più di una questione politica. È una questione umanitaria.
Da quando gli Stati Uniti hanno irrigidito l’embargo sul petrolio, l’isola sta vivendo una crisi profonda: blackout continui, ospedali in difficoltà, ambulanze ferme per mancanza di carburante. Un sistema già fragile che rischia il collasso.
Cuba produce solo una parte del proprio fabbisogno energetico e, con il venir meno delle forniture da Paesi come Venezuela e Messico, l’equilibrio si è spezzato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un Paese in affanno, dove anche i servizi essenziali diventano incerti.
Nel frattempo, arrivano aiuti internazionali: dall’Italia, dal Messico, perfino dalla Russia con forniture di petrolio. Segnali di un equilibrio geopolitico sempre più complesso, in cui la popolazione civile paga il prezzo più alto.
Nel video pubblicato da Report, la testimonianza diretta di chi questa crisi la vive ogni giorno: la figlia di Ernesto “Che” Guevara, una pediatra, che racconta cosa significa fare medicina in un Paese senza risorse.
Perché oltre alle ideologie, restano le persone.
