RENZI VUOLE MANTENERE LE ASSICURAZIONI DI ROMA CON I SOLDI DEI ROMANI

4 gennaio 2016
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La proroga di due anni, rinnovabili di altri tre, del contratto con le Assicurazioni di Roma (Adir), è un atto assolutamente ingiustificabile, la cui responsabilità ricade interamente sul presidente del Consiglio, Matteo Renzi. La decisione presa l’ultimo giorno dell’anno dal Commissario Tronca, che per ruolo e dovere risponde al governo nazionale, interrompe il percorso virtuoso avviato dalla mia Giunta che stava portando alla cessazione del rapporto e allo scioglimento della compagnia assicurativa di proprietà del Comune, insieme all’alienazione o alla liquidazione delle aziende che non sono necessarie ai romani e che gravano sulle loro tasche, a favore dei privilegi acquisiti dei potentati e delle lobby.

Il ricavato di queste operazioni doveva essere utilizzato per migliorare i servizi ai cittadini di Roma. Noi avevamo fra l’altro disposto la liquidazione di oltre 20 società, e le Assicurazioni di Roma era una di queste. Dalla sua liquidazione si sarebbero ottenute somme ingenti a vantaggio di tutte le reali necessità di Roma. A questo punto mi aspetto che venga bloccata anche la vendita della centrale del latte che porterebbe nelle casse di Roma circa 30 milioni di euro spendibili per riparare buche e marciapiedi.

Siamo di fronte ad un nuovo danno economico per i cittadini di Roma, che scaturisce dalla decisione scellerata del presidente Renzi di far dimettere i consiglieri del partito Democratico, insieme a quelli della destra, per far cadere il sindaco. Un danno che costringerà Roma a rimanere l’unica città italiana che possiede una compagnia assicuratrice.

Inquieta in particolare la durata della proroga alle Assicurazioni di Roma: non c’era alcun bisogno di estendere il contratto per ben due anni, con il serio rischio che diventino cinque. Se la ragione era che si doveva garantire la copertura assicurativa dei mezzi pubblici, sarebbe bastato prorogare il contratto di pochi mesi, il tempo necessario per trovare una soluzione meno onerosa per i cittadini.

Si è invece preferito lanciare un’altra volta il messaggio, deleterio, che da palazzo Chigi le caste e i privilegi siano ben protetti e considerati intoccabili. Si alimenta così il sospetto, sempre più giustificato, che nei Palazzi del potere siano al lavoro interessi che vogliono riportare tutto a com’era prima di Marino e che nulla hanno a che fare con il benessere e i diritti delle romane e dei romani.

Ai romani non serve possedere una compagnia assicuratrice, un centro carni, la centrale del latte, il centro fiori. Ai romani servono strade riparate, piu’ risorse per le scuole, quartieri piu’ illuminati, nuovi autobus e nuovi vagoni della metro.

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