NO, GIACHETTI, GLI AMICI DI ALEMANNO SONO I TUOI CANDIDATI

12 giugno 2016
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Vedo che il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, temporaneamente candidato a sindaco di Roma, mi accomuna al mio predecessore, Gianni Alemanno, in un disperato tentativo di screditarmi in vista dei ballottaggi di domenica prossima. E’ molto triste dover constatare che una persona che ricopre un così elevato ruolo istituzionale si riduca a simili bassezze, rivelando scarsa capacità di controllare i nervi e profonda disonestà intellettuale.

Giachetti conosce bene la situazione che Alemanno mi ha lasciato, anche per colpa delle pratiche consociative del Pd, e sa bene lo sforzo enorme fatto da me e dalla mia Giunta, così simile a quella che propone lui, per rimettere in sesto una città sull’orlo di un fallimento.

Mettere in relazione me ed Alemanno significa essere in totale malafede ed essere mossi da un sentimento di ripicca, del tutto incompatibile tanto con il ruolo istituzionale che Giachetti ricopre, quanto con quello che si candiderebbe a ricoprire. Ma significa anche non voler rispondere ad una questione fondamentale da me sollevata: come potrà Giachetti evitare che si applichi a lui il metodo-notaio? Come potrebbe garantire di essere autonomo da Matteo Renzi, se lo stesso Renzi con me si è sentito in diritto di interrompere addirittura una consiliatura?

Giachetti sa bene che io sono disponibile a votare per lui, ma lui deve ottenere da Renzi una lettera con la quale definisca esplicitamente un errore il ricorso al notaio contro di me e impegni il Pd a non ripetere mai più quell’errore. Giachetti non ha il coraggio di chiedere a Renzi un simile impegno e tenta di buttarla in rissa, dimenticando fra l’altro che se io mi fossi candidato lui a questo punto non sarebbe neppure al ballottaggio.

Vorrei anche ricordare, per inciso, che mentre io mi sono sempre rifiutato di fare accordi consociativi con la destra, ad unire le forze dal notaio con i consiglieri eletti con Alemanno e con Marchini furono i consiglieri del Pd, gli stessi che adesso lui candida nelle sue liste.

Auguro quindi al candidato di Renzi di ritrovare la necessaria serenità per vivere questi ultimi giorni di campagna elettorale in modo maturo, senza far ricorso a metodi e a dichiarazioni infantili che non potrebbero che fargli perdere altri voti.

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