21 agosto 2015
21 agosto 2015, Commenti: Commenti disabilitati su Nasce a Roma il Servizio di Assistenza Alloggiativa Temporanea.

Un servizio di assistenza casa diffuso su tutto il territorio capitolino, per fornire un sostegno a chi si trova in condizioni di estremo disagio abitativo e superare il sistema dei “residence”. Oggi abbiamo presentato il “Servizio di Assistenza Alloggiativa Temporanea”, che sarà erogato a partire dal 1 gennaio 2016 attraverso la prima gara europea di questo tipo realizzata a Roma. Con il “S.A.A.T.”, l’amministrazione metterà a disposizione delle famiglie idonee 1.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica di diverse tipologie e metrature. Gli alloggi, a differenza di quanto avvenuto con i “residence”, saranno diffusi in tutta Roma. Tra gli obiettivi, infatti, c’è anche quello di incentivare l’inclusione sociale, la partecipazione alla vita del quartiere e la successiva
emancipazione verso soluzioni di autonomia.

I Destinatari del servizio sono i soggetti o i nuclei familiari con specifiche fragilità (casi di persone anziane e/o non autosufficienti con redditi minimi), in situazioni caratterizzate dall’estrema urgenza e da bisogni socio-economici, con impossibilità oggettiva di pagare l’affitto dell’alloggio. Altra caratteristica determinante per l’assegnazione degli alloggi è l’alto rischio di emarginazione. Le famiglie che posseggono i requisiti dovranno presentare una specifica richiesta, corredata di documentazione, al Dipartimento Politiche Abitative. Gli uffici competenti procederanno, con l’ausilio della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Roma Capitale ad effettuare verifiche anagrafiche, patrimoniali e reddituali, a controllare la composizione del nucleo familiare interessato e le eventuali invalidità civili. Al termine dell’istruttoria il Dipartimento Politiche Abitative, anche con l’ausilio delle
necessarie valutazioni tecniche dei Servizi Sociali Dipartimentali e/o Municipali, definirà l’ammissibilità della richiesta.

Circa 290 abitazioni saranno destinate ad accogliere famiglie di 1- 2 componenti; 400 ospiteranno famiglie di 2-3 componenti; altri 250 saranno abitate da gruppi di 4-5 componenti e infine 60 riceveranno nuclei da 5 componenti in su. Gli alloggi saranno nuovi e conformi alle esigenze dell’utenza per dimensione e tipologia di arredamento.

Il Servizio Sociale territoriale predisporrà con gli utenti un “Piano di Autonomia Individuale” (P.A.I.) volto al superamento dell’assistenza alloggiativa,
avvalendosi di tutti gli strumenti del Servizio Sociale e della rete della governance inter-istituzionale di cui il territorio dispone.
Per i soggetti già seguiti dai Servizi Sociali o da altre Istituzioni socio sanitarie (D.S.M., S.E.R.T., ecc.) il P.A.I. sarà effettuato e redatto congiuntamente dall’équipe multi professionale e multidisciplinare che ha in carico il caso.La permanenza sarà vincolata al progetto, che deve necessariamente prevedere percorsi di crescita e di emancipazione tendenti, nel tempo, alla completa autonomia.

La fornitura del servizio sarà assegnata tramite bando europeo con un importo posto a base di gara di 25,5 milioni di euro, di cui 23,5 milioni soggetti a ribasso.
Pubblicata il 12 agosto, la gara – la prima a Roma in questo settore – consentirà un risparmio di 13 milioni di euro l’anno rispetto ai residence e assicurerà copertura fino al 31 dicembre 2017. Assieme al “bonus casa”, avviato a maggio per il superamento dell’emergenza abitativa, il “S.A.A.T.” permetterà di ridurre ulteriormente il numero di persone attualmente ospitate nei residence, circa 1800 famiglie.

In poco più di due anni di governo Roma ritrova una visione sulle politiche abitative, visione che partiva con il superamento e la chiusura dei residence, per offrire risposte efficaci e trasparenti al problema abitativo. Con il “bonus casa” prima e ora anche con il SAAT, Roma si dimostra capace di mettere in campo risposte tanto innovative quanto trasparenti, permettendo che le risorse dei romani siano sfruttate al meglio e cioè sostenendo i soggetti che effettivamente hanno bisogno di aiuto ma superando l’assistenzialismo dei residence, per costruire un percorso di che riporti le famiglie verso una piena autonomia e e dignità abitativa.

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