2 aprile 2013
2 aprile 2013, Commenti: 0

In questi giorni ho concentrato le mie visite nell’agro romano. Roma è per estensione il più grande comune agricolo d’Italia con una superficie agricola totale pari a circa il 40% dell’intero territorio comunale e quasi duemila aziende agricole. Un patrimonio di enorme valore che rischia continuamente di essere messo in discussione per interessi che non sono della comunità. Parlo della caccia alle aree agricole aperta con la memoria di giunta di Alemanno nell’agosto 2008 che ha di fatto portato Roma un passo indietro rispetto al Piano Regolatore approvato dalla Giunta precedente. Un piano che, nel definire le aree agricole, le vincolava impedendo l’agricoltura d’attesa che tiene i propri terreni incolti aspettando che, con una variante al PRG, diventino edificabili per poterli rivendere, ad esempio, a dieci volte il loro valore.

Roma ha una grande opportunità da cogliere: con il decreto-legge n. 1/2012, articolo 66, lo Stato ha deciso di vendere il proprio patrimonio agricolo, riconoscendo benefici e un diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli.

Il Lazio è la regione dove maggiore è la superficie agricola utilizzata pubblica – circa 42 mila ettari – e dove maggiore potrebbe essere la creazione di nuove imprese agricole gestite da giovani (circa 6.400), secondo le recenti stime della Coldiretti. In aggiunta quindi ai vantaggi concessi dallo Stato, vogliamo verificare la possibilità di garantire, in sinergia con la Regione Lazio, condizioni agevolate di accesso al credito per sostenere e stimolare ulteriormente il coinvolgimento e gli investimenti dei giovani imprenditori locali in questo settore. Le stesse proprietà agricole di Roma Capitale dovranno essere assegnate, attraverso bandi pubblici, a cooperative e associazioni di giovani agricoltori.

Pensiamo che per questa via si possa generare nuova occupazione, preservare il territorio romano e rafforzare le filiere della produzione agricola e della sua trasformazione – si pensi che ad oggi solo l’1% dei prodotti agricoli locali viene trasformato nel Lazio – in rapporto anche alla distribuzione commerciale, con significative ricadute in termini di marketing territoriale e di sviluppo del turismo eco-sostenibile.

Valorizzare e promuovere l’agro romano, mettendo a sistema le sue risorse, significa rendere le sue aree luoghi di sviluppo economico, occupazionale, turistico e paesaggistico. Creare una cultura del cibo sano e buono e dello star bene a partire dall’educazione alimentare per tutti, a partire dall’infanzia.

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