Perché faccio il sindaco

Voglio restituire alle romane e ai romani la città che meritano. Una città che funziona, che si prende cura di chi la vive e che torna ad attrarre intelligenze e investimenti. Una città conosciuta nel mondo per la sua storia. Una storia, però, che incontra il futuro, l’innovazione e diviene l’inizio della rinascita di Roma.

Per queste ragioni faccio il sindaco di Roma, la città che più amo al mondo. La città che mi ha accolto quando avevo 14 anni e mi ha dato le più grandi opportunità della mia vita: diventare un chirurgo specializzato in trapianti d’organo, difendere il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini italiani da presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e, ora, di fare il sindaco.

Proprio partendo dalle mie esperienze, sogno una città che torna a dare opportunità, a valorizzare il merito.
Una città senza barriere sociali, economiche, culturali, religiose, mentali, fisiche, di genere o di orientamento sessuale.
Una città che garantisce ai suoi abitanti lavoro, casa, scuola, diritti, cultura, sport.
Una città che accoglie tutti, ma chiedendo a ciascuno impegno e rispetto delle regole.
Una città che non è solo lo specchio di una grande bellezza, ma in cui è bello vivere e immaginare il proprio futuro, quello dei propri figli.

Nei 5 anni del mio mandato lavorerò con tutte le mie energie per trasformare questa visione in realtà. Per coinvolgere, maggioranza e opposizione, ma soprattutto cittadine e cittadini. Per riuscire insieme a superare le difficoltà e guardare avanti, osare, contribuire con idee e forze alla rinascita di Roma. Perché, insieme, abbiamo una grande opportunità: migliorare la qualità delle nostre vite, rilanciare nel futuro la storia millenaria di Roma e ridarle il posto che le spetta nel mondo.
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Chi sono

Da giugno 2013 sono Sindaco di Roma Capitale.

Sono nato a Genova 58 anni fa, sono un chirurgo specializzato in trapianti d’organo, sono stato senatore del Partito Democratico. A 14 anni mi sono trasferito a Roma, dove mi sono iscritto al liceo classico e sono entrato negli scout. Mi sono laureato in medicina e chirurgia all’Università Cattolica e ho iniziato a lavorare al Policlinico Gemelli. La passione per i trapianti mi ha spinto a confrontarmi con altri contesti universitari e professionali. All’inizio degli anni Ottanta, per specializzarmi, ho studiato prima in Inghilterra, a Cambridge, e poi negli USA presso la University of Pittsburgh, centro d’eccellenza mondiale per i trapianti.

Nel 1993 sono diventato Co-direttore del Centro Trapianti del “Veterans Affairs Medical Center”, l’unico dipartimento per trapianti di fegato appartenente al Governo degli Stati Uniti. Volendo importare in Italia quelle competenze acquisite durante l’esperienza americana, nel 1999 ho contribuito a fondare e ho diretto l’ISMETT, il centro trapianti multiorgano di Palermo. Nel luglio 2001 ho eseguito il primo trapianto d’organo in Italia su un paziente sieropositivo. L’intervento suscitò ampio dibattito e critiche ma, grazie ad esso, il paziente gode ancora oggi di un’ottima qualità di vita e si è aperta una nuova possibilità terapeutica anche in Italia per i pazienti con HIV.

Ho diretto il Dipartimento del Jefferson Medical College di Philadelphia dove abbiamo raggiunto, per il trapianto del fegato, la sopravvivenza più alta di tutti gli Stati Uniti. Per questo mi è stato conferito a vita il titolo di Professor of Surgery.

Nel 2006 sono finalmente tornato a Roma, realizzando un desiderio che nutrivo da molto tempo: poter vivere di nuovo nella città che più amo al mondo. Ho deciso di candidarmi al Senato come indipendente, e sono stato eletto nelle fila dei Democratici di sinistra. Ho iniziato ad impegnarmi perché anche l’Italia si dotasse di una legge sul testamento biologico. Volendo valorizzare il merito e la ricerca, ho ottenuto la creazione di un fondo – approvato in due diverse leggi Finanziarie – destinato ai giovani ricercatori, valutati da una commissione di scienziati sotto i 40 anni. Alle elezioni politiche del 2008 mi sono ricandidato e sono stato rieletto senatore.[two_third]

Nel luglio del 2009 mi sono candidato alle primarie per la segreteria nazionale del Partito Democratico, in competizione con Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini. La mozione congressuale ha ottenuto, il 25 ottobre 2009, più di 380 mila voti, pari al 12,5%.

Nella legislatura che si è appena conclusa sono stato presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale. Ho potuto così verificare lo stato delle strutture sanitarie italiane difendendo il diritto dei pazienti a ricevere cure e servizi di qualità, contribuendo anche alla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, veri e propri manicomi criminali di cui abbiamo denunciato il degrado, anche attraverso il video visibile qui accanto.[/two_third][one_third][/one_third]

A Roma ho affrontato concretamente le realtà spesso drammatiche degli ospedali senza fondi, a rischio chiusura e con un personale competente reso precario dal blocco del turn over. Ho visto e denunciato le condizioni intollerabili nelle sale di attesa dei pronto soccorso, come la piazzetta del Policlinico Umberto I (recentemente chiusa), dove infermieri, medici e tecnici sono costretti a lavorare in condizioni inaccettabili. Ho raccolto le denunce di centri di eccellenza per la riabilitazione che rischiano di non poter più assistere disabili, anziani e le loro famiglie.

Per me la politica è proprio questo: ascoltare le persone, impegnarsi ogni giorno per il bene di tutti, offrire le proprie competenze per proteggere i valori fondamentali che ci rendono uguali, con pari diritti e tengono unita la nostra comunità.

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