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domenica 15 agosto 2010
RICERCA: PASSA LA VALUTAZIONE TRA PARI. DA OGGI SOLDI PUBBLICI SOLO AI PIU' BRAVI
Un passo importante per la ricerca e per l'Italia tutta, una speranza che si concretizza per i tanti bravi scienziati che ambiscono ad una valutazione dei progetti rigorosa e trasparente.
Uno snodo che ritengo epocale per le nostre università e i nostri istituti e centri di ricerca, nei quali finalmente la cultura del merito diventa regola, criterio universale. Il mio emendamento approvato all'unanimità introduce nel disegno di legge "Gelmini" il principio della valutazione tra pari (peer review) anche nel nostro Paese. Un via libera, raggiunto all'unanimità dall'Aula, cui è seguito l'applauso dell'intero emiciclo.
Con questa modifica, l'Italia entra finalmente a testa alta nella comunità scientifica internazionale: la valutazione tra pari è infatti usata in tutto il mondo per l'assegnazione trasparente e meritocratica dei fondi pubblici per la ricerca. Così d'ora in poi avverrà anche nel nostro Paese. La procedura prevede che a valutare i progetti siano dei comitati composti per almeno un terzo da professionisti operanti all'estero, in modo da garantire quanto più possibile l'obiettività del giudizio. Basta con i fondi ottenuti da figli e parenti dei baroni o dagli amici degli amici!
Attualmente la ricerca italiana appare caratterizzata da due gravi problemi: è pesantemente sottofinanziata e viene gestita con meccanismi di attribuzione spesso quasi esclusivamente discrezionali. Questo si traduce in una folle svendita del futuro del Paese che continua a svilire le sue intelligenze, ad ignorare i suoi talenti e a disperdere energie e idee preziose che troppo spesso trovano una più adeguata valorizzazione all’estero.
Ricordo che in Italia i finanziamenti pubblici per la ricerca sono inferiori alla media Ocse. La percentuale di investimento è infatti pari all'1,09% rispetto al Pil, contro una media Ocse del 2,26%. La percentuale di incremento annuo è del 2,70% quando in Estonia, per esempio, è del 13%. Con queste cifre è impensabile competere a livello internazionale.
Armando Massarenti ne dà notizia sulla sua rubrica 'Filosofia minima' sul Sole24Ore.
Leggi l'articolo di Gilberto Corbellini sul Sole24Ore.
Guarda la mia intervista a Chronicletv
Leggi il testo del mio emendamento.
Leggi il mio discorso in Senato.
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L'esperienza all'estero t'ha giovato, eccome!
l'emendamento Marino è un grande passo in avanti ma in Italia restano ancora da risolvere tutti i mali di cui parla il libro "I ricercatori non crescono sugli alberi".
Complimenti Senatore! Forse sui giornali se ne parlerà poco, ma è un successo importante.
Grazie Marino,
con il tuo rigore e tenacia stai dando una speranza alla ricerca italiana.
Vorrei sapere se l'emendamento riguardante il peer reviewing con il 30% di esperti stranieri sarà applicabile già ai progetti PRIN 2009 presentati a maggio di quest'anno.
Bisognerebbe a mio avviso estendere questa pratica di consultazione di esperti internazionali anche ad altri ambiti come ad esempio la valutazione delle tesi di dottorato di ricerca, ecc.
Mi auguro comunque che si faccia una forte battaglia per aumentare in generale i fondi dedicati alla ricerca, ma in particolare ai progetti PRIN che sono i più "democratici" ed aperti anche ai "non baroni".
Buon lavoro ma anche buone vacanze.
Sabina Cauci
Caro Prof. Marino,
credo sarebbe utile un commento esplicativo per chiarire a quali fondi si applica l'emendamento. Districarsi nella normativa non e' facile. Gia' da tempo il procedimento della peer-review si applica per la distribuzione dei fondi PRIN (progetti di rilevante interesse nazionale) e l'uso dei referee stranieri e' ormai un fatto consolidato. Nonostante cio' il sistema non funziona molto bene perche' la scelta dei valutatori (anche di quelli stranieri) e' discrezionale e i criteri non sono noti. Credo sia importante vigilare sull'attuazione della norma per non renderla vana.
Bravo. Spero che il prima possibile diventerà il segretario nazionale del PD, rinnovando il partito tutto con una nuova, giovane, valida e motivata classe dirigente. I tempi sono maturi (se non ora quando?).
on affetto e stima, Alessandro.
Mi sembra davvero un'ottima cosa...è la direzione giusta verso una cultura del merito anche da noi. Complimenti Ignazio!
Ad essere sincero però avrei preferito un 50% estero e un 50% italia, ma come si dice, a caval donato non si guarda in bocca!
Continua così,
Simone