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TERREMOTO, MARINO: INCHIESTA DELLA COMMISSIONE SULL'OSPEDALE DELL'AQUILA, MA SENZA INTRALCIARE I SOCCORSIgiovedì 9 aprile 2009

TERREMOTO, MARINO: INCHIESTA DELLA COMMISSIONE SULL'OSPEDALE DELL'AQUILA, MA SENZA INTRALCIARE I SOCCORSI

A seguito del devastante terremoto che ha colpito L'Aquila pochi giorni fa, Ignazio Marino annuncia un'inchiesta sull'ospedale cittadino "San Salvatore", reso inagibile al 90% dal sisma. Marino, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del SSN, al termine della riunione dell'Ufficio di presidenza, ha precisato: "Abbiamo deciso all'unanimità di avviare un'indagine sul percorso progettuale dell'ospedale, richiedendo la necessaria documentazione al fine di individuare eventuali illeciti nella costruzione o nelle fasi di ristrutturazione e collaudo del nosocomio".

"Procederemo - ha affermato Marino - con l'accertamento di responsabilità penali e politiche, ma senza intralciare i lavori di soccorso. L'autolimitazione temporanea è stata decisa esclusivamente per senso di responsabilità. Questa è l'ora del lutto e della solidarietà nei confronti della popolazione colpita dal terremoto".

Il Presidente Marino ha inoltre ricordato l'incredibile storia della struttura sanitaria: "La costruzione dell'ospedale, iniziata nel 1972, prevedeva una spesa di circa 11 miliardi di lire; negli anni successivi i finanziamenti sono lievitati a 164 miliardi di lire, e per l'ultimazione del complesso, avvenuta nel '99, si è quasi raggiunta quota 200 miliardi".

"Già nella XIII legislatura (2000) - ha dichiarato Marino - la Commissione che ora presiedo riferiva di un ospedale dall'impianto costruttivo obsoleto e irrazionale, denunciava la scarsa qualità dei materiali impiegati e segnalava un'organizzazione del lavoro su percorsi orizzontali che avrebbe contribuito a rendere problematico l'equilibrio finanziario dell'Azienda. Non è questo il momento delle polemiche, ma non permetteremo che, a riflettori spenti e in fase di ricostruzione, ci si dimentichi degli errori del passato. Se c'è qualcuno che ha sbagliato dovrà pagare".

 

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