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giovedì 26 febbraio 2009
TESTAMENTO BIOLOGICO - LETTERA DI MARINO AL CORRIERE: "PERCHE' UNA LEGGE E' NECESSARIA"
Ignazio Marino partecipa al dibattito sul testamento biologico del Corriere della Sera con una lettera pubblicata oggi, in risposta all'editoriale di Angelo Panebianco di lunedì 23 febbraio.
Marino, pur apprezzando il tono "delicato e serio" nell'affrontare temi così importanti che riguardano la fine vita, non concorda con l'idea del giornalista del Corriere secondo cui su tali questioni l'intervento del legislatore sia inopportuno. Il senatore del Pd infatti sostiene con convinzione la necessità di una legge che regolamenti il testamento biologico e che faccia i conti "con il mondo reale e con quello che accade dentro gli ospedali".
"Possiamo anche fare dell'ipocrisia una virtù - argomenta Marino - ma dobbiamo comunque dire che nelle rianimazioni italiane le decisioni sulla fine della vita dei pazienti vengono prese in continuazione, ogni giorno, da medici che operano in scienza e coscienza ma che, nella maggior parte dei casi, non possono conoscere gli orientamenti dei pazienti rispetto alle terapie da accettare o meno nelle fasi finali della vita".
"Di fronte alla concretezza della realtà - spiega Marino - io sono convinto che una legge sia necessaria, che non sia degno di un Paese civile che le decisioni sulla fine della vita di una persona siano prese senza tenere conto delle sue indicazioni e senza un dialogo aperto e sereno tra medici e familiari".
LEGGI IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA DI MARINO
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