Legalità, trasparenza e risparmi: il patrimonio del Comune per Roma

9 luglio 2015
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Trasparenza, legalità, ritorno alla normalità contabile e gestionale, reinvestimento per il bene della città. Sono queste le parole chiave che guidano l’azione della nostra giunta e su cui siamo fortemente impegnati dal primo giorno del nostro insediamento.

Oggi con le assessore Cattoi e Danese abbiamo fatto un bilancio sui primi due anni di nuova gestione del nostro patrimonio e sull’ampliamento del buono casa che viene esteso a ulteriori 1800 famiglie di sfrattati, sgomberati, alluvionati con meno di 18mila euro di reddito l’anno.

Il Comune con la nostra giunta ha iniziato a fare davvero il Comune. Non fa l’agente immobiliare, non si occupa del centro fiori, della macellazione delle carni, di avere una compagnia di assicurazioni né una Centrale del latte.

Abbiamo deciso di alienare tutto ciò che non serve per la qualità della vita e dei servizi delle romane e dei romani e di concentrare le risorse provenienti dalla vendita di questo primo lotto di immobili non strumentali.

Con le operazioni di vendita e di risparmio verranno messi a disposizione di Roma circa 16,5 milioni ricavati dalle aste del patrimonio disponibile, 26,5 milioni derivanti dalla vendita degli alloggi Erp e 12 milioni che arrivano dal risparmio dei fitti passivi.

Si tratta quindi di un totale stimato di 55 milioni di euro destinato alla città e alle persone più fragili. Questo prezioso lavoro di razionalizzazione e verifica del patrimonio pubblico ci permette da un lato di risparmiare risorse pubbliche e dall’altro di reinvestirle a favore di tutti i cittadini.

Quando siamo arrivati in Campidoglio non c’era un censimento del patrimonio della Capitale. Era un caso? Era per incapacità? Era per inefficienza? Era sicuramente comodo, perché c’erano delle norme che permettevano al sindaco di attribuire degli spazi, di proprietà del popolo romano, a chi ritenesse più opportuno di doverli attribuire.

Io sono il primo sindaco che ha chiesto alla giunta di cancellare la norma che dava al primo cittadino il potere di attribuzione di immobili in modo discrezionale e ho chiesto che, invece, vengano tutti attribuiti tramite bando pubblico.

Oggi seguiamo lo stesso filo conduttore degli incontri degli scorsi giorni dentro e fuori il Campidoglio: un senso di profonda e netta discontinuità con il modo in cui era stata amministrata negli ultimi decenni la nostra capitale. In questi ultimi giorni siamo nelle condizioni di indicare come abbiamo riportato la trasparenza contabile nella nostra amministrazione.

Voglio ringraziare gli assessorati e gli uffici che con un impegno minuzioso e quotidiano, spesso lontano dai riflettori, stanno lavorando con me per restituire alla città, ai romani e alle romane quello che gli spetta di diritto.

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