Ignazio Marino incontra Confagricoltura Roma: necessario un assessore all’agricoltura

3 maggio 2013
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Il nostro candidato sindaco Ignazio Marino ha incontrato Confagricoltura Roma. “È assolutamente necessario un assessore con delega all’agricoltura perché in giunta ci deve essere un responsabile per questo settore, ha dichiarato Ignazio. Roma, infatti, è il più grande comune agricolo d’Europa, ricco di biodiversità, di produzioni d’eccellenza e di imprese. Un patrimonio di grande valore, un tessuto economico storico che è “tra le mie proprietà, – ha aggiunto Ignazio – anche perché vengo da una famiglia contadina e, quindi, con l’agricoltura ho un rapporto stretto”.

Ignazio ha sottolineato che non ci sarà cementificazione nell’agro romano. Valorizzare l’agricoltura indica anche un’idea precisa di sviluppo di Roma. Un’idea che non prevede il consumo di altro suolo, ma coinvolge il settore dell’agroalimentare tanto nelle azioni di messa in sicurezza del territorio, quanto nella sua promozione turistica. Un’idea che vede nell’agricoltura un’opportunità di lavoro, soprattutto per tanti giovani, per questo Ignazio ha proposto “progetti di microcredito per l’imprenditoria giovanile. Oggi l’agricoltura è ricerca, innovazione e sviluppo. Dobbiamo unire le energie e le intelligenze per una vera smart city”. “Poi c’è il tema degli investimenti e per questo ho intenzione di aprire un ufficio di Roma a Bruxelles per intercettare fondi europei“.

Per noi, inoltre, riveste grande importanza anche l’agricoltura sociale. Perché Roma deve essere una città che accoglie in ogni ambito e si prende cura delle persone, della qualità dei cibi che mangiano e della qualità dell’aria, riducendo spostamenti e inquinamento con il sostegno ai prodotti a chilometro zero.
“Credo, infine, che per valorizzare l’agro romano essenziale è lo sviluppo di un portale su internet dove le persone possono anche comprare prodotti di qualità del territorio”.

Ignazio è, poi, intervenuto sulla vicenda della Centrale del Latte di Roma, dichiarando: “Deve avviarsi una transizione con Parmalat e va mantenuta l’importante quota degli allevatori”.

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