Una casa della salute a Prati-Trionfale

1 dicembre 2014
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Quello di oggi è veramente un bel giorno per la città di Roma. Lo aspettavamo da tempo, da quando furono pubbliche le “Linee del programma di Governo per la promozione ed equità della salute dei cittadini”, che il Ministro della Salute Livia Turco presentò alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati il 27 giugno 2006, dove veniva enunciato l’obiettivo strategico di realizzare «un nuovo progetto di medicina del territorio attraverso la promozione della Casa della Salute».

Oggi, a Roma, la Casa della Salute è una realtà, un luogo dove trovare nuove risposte e nuove speranze. Questa mattina, infatti, con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, abbiamo inaugurato la Casa della salute di Prati-Trionfale.

Da medico posso dire che la strada è veramente quella giusta, la strada di quella medicina di prossimità che fa riavvicinare i cittadini alle istituzioni.

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale è molto complesso, ispirato a concetti moderni di equità e di democrazia sociale, ma sta vivendo, da anni, una stagione di grande difficoltà, seppur gli stessi organismi internazionali, come l’Ocse, riconoscono che il nostro è un sistema eccellente.

Ma dietro alle valutazioni di carattere statistico bisogna guardare alle persone e la Casa della Salute è proprio questo: una rivoluzione che determina un utilizzo più efficiente delle nostre risorse e una maggiore qualità della vita per chi affronta una malattia.

Penso alla situazione difficile che si trova ad affrontare, ad esempio, un Pronto Soccorso di un ospedale di una grande città come Roma. Un presidio di eccellenza medica oberato da tante richieste, che molto spesso in una struttura del genere non dovrebbero neanche arrivare.

Il cittadino si reca al Pronto Soccorso perché non ha, o non conosce, alternative. Il rischio è duplice. Da una parte l’intasamento e l’ingovernabilità del Pronto Soccorso, perché dare una risposta a tutti è doveroso.

C’è, però, una conseguenza ancora più insidiosa: spesso il paziente non grave, con la prospettiva di ore di attesa, se non addirittura giorni, torna a casa senza aver avuto la giusta valutazione medica del suo problema di salute. Un paziente che entra in una dimensione di confusione, paura, che non sente vicine le istituzioni sanitarie.

Il Governo della Regione, grazie al serio lavoro di controllo della spesa sanitaria e con una visione nuova, ha dato le risposte giuste a quell’ansia, a quell’aspettativa di salute, che rappresenta uno dei cardini del Patto Sociale in una moderna società.

Una Casa aperta a tutti che risponde ai problemi delle fasce più deboli e più in difficoltà, che guarda al tema della salute con un approccio multidisciplinare, attento al disagio sociale.

In questo è fondamentale il rapporto virtuoso che siamo riusciti a costruire tra Istituzioni. Qui, per la prima volta, vediamo lavorare insieme il personale della Regione e quello dei Municipi. Istituzioni che si parlano, che collaborano, con l’unico obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone.

Un bel lavoro di “squadra” che ha contribuito con competenza, entusiasmo e passione alla realizzazione di questo primo, fondamentale passo nella direzione di una nuova prospettiva di servizio sanitario.

Mi piace molto l’idea che la Casa della Salute possa essere una vera e propria porta di accesso unificata al Sistema Sanitario Regionale. Credo che ne sarà felice Giovanni Berlinguer, uno dei padri della nostra Riforma del Servizio Sanitario Nazionale.

Il diritto alla salute, la tutela del cittadino, che prima di essere un paziente è una persona, trova la sua rappresentazione reale in queste stanze, in questo edificio. Una risposta fatta di scelte coraggiose e innovative delle Istituzioni e di impegno delle persone, chiamate a lavorare su nuovi ed entusiasmanti obiettivi.

Si cementa così la coesione sociale, quel senso forte di appartenenza ad una comunità condivisa.

Di questo ho ringraziato questa mattina, a nome di tutta la città di Roma, il Presidente Nicola Zingaretti e la sua squadra. Hanno dato dimostrazione di serietà e di competenza nell’affrontare il capitolo più complicato della Pubblica Amministrazione, la riorganizzazione del servizio sanitario.

Insieme affrontiamo questo nuovo percorso, sicuri di aver preso la strada giusta.

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