Ignazio Marino: "Voglio una città a misura di bambino"

7 giugno 2013
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Mentre parlo c’è una signora di fronte a me sul marciapiede con un bambino in un passeggino e deve scendere dalla strada perché c’è un segnale mobile della fermata del 116 che occupa il marciapiede e lei con il passeggino è dovuta scendere sulla strada dove ci sono i san pietrini sconnessi e adesso non riesce più a salire sul marciapiede.

Ecco, una città a misura di bambino per me significa una città dove questo non accada, dove una mamma con il passeggino possa percorrere il marciapiede, dove una persona diversamente abile non gli accada di dover aspettare un’ora e trovare il 100% degli autobus senza pedana per i disabili.

Gli autisti dell’Atac sono generosi, si sono offerti anche di sollevare la carrozzella ma le sembra normale che una carrozzella deve essere sollevata nella capitale d’Italia nel terzo millennio? Per me non è normale. Voglio indietro la mia città, una Roma che vogliono le romane e i romani con il loro orgoglio di essere cittadini al centro del mondo.

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