Ignazio Marino: “Dare slancio all’edilizia puntando sulla rigenerazione dell’esistente”

15 maggio 2013
15 maggio 2013, Commenti: 0

In un incontro organizzato dall’Acer – Associazione costruttori edili di Roma, il candidato sindaco Ignazio Marino ha presentato le sue idee per rilanciare il settore. Al centro delle sue proposte: rigenerare il tessuto urbano della Capitale, snellire la burocrazia delle imprese e fare un patto con gli imprenditori.

“C’è una preoccupazione condivisa con i costruttori. – ha detto Ignazio – L’attività edile può arrivare a rappresentare fino al 30 per cento del PIL di questa città, questo vuol dire una città che rinasce. Ho proposto tre linee di governo: la prima è la rigenerazione urbana di spazi già esistenti. Il Comune deve fare un patto con gli imprenditori, mettendo a disposizione gli spazi e ricevendo in cambio lavori e creatività. Il secondo punto è quello del buono casa. Infine l’amministrazione deve essere amica di chi fa impresa e non soffocare le idee, deve dare tempi certi”. E a chi gli ha chiesto se ci saranno nuovi quartieri a Roma, Ignazio ha risposto: “No, sono stati gli stessi costruttori a escluderlo”.

Ignazio, durante il suo intervento, ha proposto ai costruttori edili di Roma un patto civico per la terza città, quella della rigenerazione, alternativa all’espansione e alla sola cosiddetta conservazione. Un patto tra Comune, imprese e cittadini per costruire un’idea nuova di città, che metta insieme coesione sociale e qualità urbana. Un’idea che punta, prima di tutto, a rendere Roma più vivibile”.

Ignazio, poi, è entrato nel merito di alcune proposte. “Immagino – ha spiegato Ignazio – che possiamo offrire, rivedendo i conti del Comune, un buono casa da 700 euro non solo agli sfrattati ma anche alle giovani coppie che ne hanno necessità. Questo permetterà loro di affittare degli appartamenti che al momento sono sfitti e di rimettere in moto l’economia. Un punto chiave, infatti, è sbloccare l’invenduto. Pensiamo di trarre le risorse da quei 70 milioni di euro spesi fino ad oggi in consulenze. Non si capisce come un Comune che ha 25 mila dipendenti debba spendere questa cifra in consulenze”.

Sulla rigenerazione urbana, infine, Ignazio ha concluso dicendo che “All’interno del Gra ci sono 114 aree che possono essere sottoposte a processi di rigenerazione urbana. Penso, ad esempio, al Centro carni sulla Collatina, oggi di proprietà dell’Ama, che il Comune potrebbe mettere a disposizione per farlo diventare un luogo di sviluppo sia privato che pubblico. Per far ripartire la macchina bisogna abbassare i costi e per farlo il Comune deve mettere a disposizione queste aree a chi fa impresa edile. Questo processo porterà a una diminuzione del 30% del costo di realizzazione”.

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