Le nostre 10 scelte per cambiare Roma

28 novembre 2014
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Leggo oggi diversi attacchi non tanto alla gestione di questa amministrazione, ma alle “non decisioni” che l’avrebbero caratterizzata. Non decisioni che quindi lascerebbero la città abbandonata a se stessa.

Voglio quindi fare chiarezza, perché se è vero, come tutti ormai sanno, che siamo arrivati in una Roma lasciata con 860 milioni di euro di debiti e una gestione indifendibile della cosa pubblica, è vero anche che abbiamo da subito lavorato per mettere la città sui binari di una sana amministrazione, e per farlo abbiamo preso grandi e importanti decisioni di profondo valore strategico. Ve ne elenco 10, le principali. Sono scelte coraggiose, epocali, mai compiute prima. E anche se i risultati oggi, a poco più di un anno dal mio insediamento, non sono ancora immediatamente visibili, non sono preoccupato: sono certo che stiamo andando nella giusta direzione e che  le decisioni prese finora produrranno entro la fine del mandato un reale miglioramento della qualità della vita. 

 

1. BILANCIO, PIANO DI RIENTRO, TAGLI AGLI SPRECHI, SALARIO ACCESSORIO

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– Siamo stati noi a chiamare gli ispettori del Mef, appena arrivati in Campidoglio. Il motivo è semplice: volevamo che fosse un ente indipendente a certificare il debito che abbiamo trovato e lo stato dei conti, proprio perché la trasparenza per noi è un valore. Il nostro primo vero bilancio è quello del 2014, di certo non quello già speso per il 90% nei primi sei mesi del 2013 da Alemanno. Nel nostro bilancio, approvato dalla giunta nei tempi previsti dalla legge, mettiamo in mora interessi come quelli dei camion bar e ora l’assestamento di bilancio verrà approvato in tempi certi e senza debiti fuori bilancio. Nei tempi, nelle regole, insomma nella normalità. Perché forse è proprio questo che risulta inconsueto: la nostra normalità all’interno di un sistema schizofrenico.

– Abbiamo proposto al Governo un Piano di Rientro rigoroso. Perché quando chiediamo un allentamento del patto di stabilità (che abbiamo ottenuto, per 150 milioni di euro) o un versamento di extra costi per svolgere il ruolo di capitale (ottenuto anche questo, per 110 milioni di euro) vogliamo dare delle garanzie: che questi soldi vengano spesi per la prima volta in maniera responsabile e trasparente. Ed è così che stiamo lavorando.

– Abbiamo introdotto la centrale unica degli acquisti, che permette di risparmiare oltre 200 milioni di euro, scegliendo di tagliare sprechi, coniugando spending review ed equità. In tutta Italia i software per un computer costano circa 500 euro, il Comune di Roma li pagava 4080 euro. Ora non più. Rivedendo i contratti in corso per l’illuminazione pubblica abbiamo attivato un risparmio di circa 1.800.000 euro. Ci siamo impegnati in un percorso virtuoso che prevede un contenimento della spesa di 550 milioni di euro in tre anni tra abbattimento di diseconomie, spending review e accorpamento delle partecipazioni di secondo livello.

– Con la riforma del salario accessorio dei dipendenti capitolini abbiamo lavorato per riformare un contratto i cui istituti sono stati, in gran parte, ritenuti illegittimi dal Ministero delle Economie e Finanze passando da un sistema basato sulle indennità a pioggia ad uno incentrato su qualità, merito e produttività. Vogliamo così premiare chi lavora di più offrendo allo stesso tempo maggiori servizi alla città (gli sportelli anagrafici, ad esempio, potranno così restare aperti anche nel pomeriggio). Una riforma che vogliamo condividere con gli stessi lavoratori. Ed è per questo che in questi giorni è in atto un confronto per attuare al meglio questa importante innovazione.

 

2. RISANAMENTO DELLE PARTECIPATE

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– La crescita della qualità dei servizi erogati ai cittadini è un fattore indispensabile nel percorso di modernizzazione della città. Per questo nei primi sei mesi della consiliatura abbiamo lavorato intensamente alla ridefinizione della governance delle società partecipate del Campidoglio. Abbiamo ereditato una galassia composta da 25 tra aziende comunali, fondazioni ed enti pubblici vigilati, che si occupano dal trasporto pubblico alla nettezza urbana, passando per la fornitura d’acqua ed elettricità, i teatri, le biblioteche, le farmacie e il settore alimentare, per un totale di oltre 30mila dipendenti. Una forma di capitalismo municipale che negli anni non sempre è stata gestita in modo virtuoso e spesso non ha dato i risultati attesi.

– Abbiamo proceduto alla diminuzione dei membri dei Cda, alla riduzione degli emolumenti dei loro componenti, basti pensare che oggi l’intero Cda di Acea costa meno degli 800mila euro che da solo guadagnava il precedente amministratore delegato. Ora lavoriamo al miglioramento dello standard dei servizi. Mentre nel settore culturale abbiamo trovato il Teatro dell’Opera con 12.9 milioni di perdite nel solo 2013 e 28.9 milioni di debiti complessivi, a fronte di 40 milioni di euro annui di trasferimenti di cui 17.5 solo dal Campidoglio. Con la nuova governance dell’ente lirico abbiamo chiuso il primo semestre 2014 in attivo di 420mila euro e rinegoziato il contratto dei lavoratori del Costanzi, garantendo la stabilità occupazionale dei 182 lavoratori di coro e orchestra e salvando di fatto l’Opera dal rischio chiusura.

 

3. MALAGROTTA, GESTIONE DEI RIFIUTI E FONDI EUROPEI

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– Cosa c’entrano i fondi europei con la gestione dei rifiuti? È presto detto: dal 2007 Roma era in infrazione europea a causa della sua gestione dei rifiuti. Per decine e decine di anni, mentre le altre grandi capitali del mondo come i piccoli comuni anche italiani si davano da fare su differenziata e porta a porta, qui si è di continuato a dare la gestione dei rifiuti in mano a un soggetto monopolista, e a buttare tutto in quel grande buco che era divenuta, nel tempo, la discarica più grande d’Europa. Dal momento in cui abbiamo chiuso Malagrotta abbiamo quasi raddoppiato la percentuale di differenziata, arrivando a sfiorare il 40%. Ci siamo dati un obiettivo ambizioso: riuscire a toccare le stesse percentuali delle capitali nel nord Europa che hanno iniziato 30 anni fa questo percorso, in soli tre anni. E ci stiamo riuscendo. Certo non tutto va ancora come dovrebbe, non lo nego, alcune parti della città non sono ancora pulite come meritano. Noi ce la stiamo mettendo tutta: portando la differenziata in altri due municipi, continuando ad aprire isole ecologiche di quartiere (in tutto sono 14, è di ieri l’inaugurazione di quella di Mostacciano) e garantendo il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti al piano dell’abitazione. Chi sostiene che niente sia cambiato e che addirittura la situazione sia peggiorata rispetto al passato non vuole vedere l’enorme sfida che stiamo portando avanti. Ah, e a proposito di Europa. Ora non siamo più in infrazione. E siamo certi che i progetti presentati in ambito europeo premieranno il nostro impegno e il nostro coraggio.

 

4. CAMION BAR E AMBULANTI

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– Per aumentare il decoro dell’area del centro storico stiamo portando avanti il percorso di ricollocazione delle postazioni commerciali di camion bar, venditori di gadget e souvenir e fiorai situate nelle zone di maggiore pregio archeologico e artistico. Un provvedimento del Campidoglio stabilisce la riallocazione temporanea di queste attività commerciali attualmente posizionate nell’area archeologica centrale, che comprende Circo Massimo, Fori Imperiali, Colosseo, piazza Venezia e la zona del Tridente Mediceo, e nelle due centralissime e pedonali piazza Navona e piazza del Pantheon. Si tratta di 43 urtisti, 69 camion bar e 11 fiorai, verranno riallocati in altre aree, individuate secondo un criterio che non risulti penalizzante per i commercianti.

 

5. PIANO REGOLATORE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI E REGOLAMENTO SCAVI

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– Era dagli anni ’90 che a Roma si aspettavano nuove regole per l’impiantistica pubblicitaria. Con la delibera di giunta 425/2013 abbiamo cancellato una sanatoria che riguardava 5.000 impianti abusivi e con il Piano Regolatore degli impianti pubblicitari (PRIP) ristabiliamo nuove regole che viaggiano sui binari del decoro, della sicurezza e della legalità. A fronte di una riduzione della superficie pubblicitaria del 38% aumentano i profitti per Roma Capitale del 130%. Un’azione concreta di contrasto all’abusivismo che fa aumentare gli incassi per la città.

– Con il nuovo regolamento scavi, approvato in giunta e ora al vaglio di Municipi e Assemblea Capitolina, stabiliamo un nuovo sistema di regole per le aziende di pubblici servizi (telefonia, internet, elettricità, gas, servizi idrici, ecc.) che eseguono lavori sulle strade di Roma. Una misura di contrasto ai ripristini fatti male che responsabilizza privati e amministrazione e introduce sanzioni e penali per chi danneggia Roma. Una lotta al rattoppo che prevede maggiori controlli dei materiali utilizzati e informatizza le procedure, per arrivare a maggiore trasparenza e efficienza per la città.

 

6. BUONO CASA E MOROSITÀ INCOLPEVOLE

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– Stiamo dedicando grande attenzione all’emergenza abitativa, lavorando per ridurre gli sprechi e offrire soluzioni dignitose a chi vive situazioni di disagio reale. Dalla parte di chi ha davvero bisogno: questo ho detto in campagna elettorale e questo è ciò stiamo facendo attraverso misure che hanno l’obiettivo di ristabilire l’equità sociale, offrendo un’opportunità di riscatto per tante famiglie. Con il buono casa abbiamo avviato un processo di superamento graduale dei Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea (CAAT), meglio conosciuti come residence. Un’opportunità per tante persone, per ripartire e riconquistare la propria autonomia. Altra misura è quella relativa alla morosità incolpevole con cui offriamo un sostegno reale a chi si trova in condizione di sfratto perché ha perso il lavoro o ha visto ridursi fortemente il reddito del nucleo familiare. A questo si aggiunge la  decisione del prefetto di stoppare le esecuzioni di sfratto fino alla fine di gennaio.

 

7. RIGENERAZIONE URBANA, BANDO TERRE AGRICOLE

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– Tra le parole d’ordine della nostra giunta c’è la rigenerazione urbana. Abbiamo iniziato con il progetto dell’ex Caserma Guido Reni, che ospiterà la Città della scienza, nuove residenze, edilizia sociale, spazi comuni e servizi pubblici a disposizione della città.  Il riutilizzo degli spazi urbani edificati e non più utilizzati ci consente di ripensare il tessuto urbano, senza il consumo di altro territorio. Puntiamo su una rigorosa tutela dell’agro romano dalle speculazioni edilizie.

– Attraverso un bando abbiamo assegnato 100 ettari di terre pubbliche ai giovani agricoltori, che potranno realizzare aziende multifunzionali dove poter coltivare e vendere direttamente i loro prodotti a km zero, ma anche promuovere iniziative come fattorie didattiche, centri estivi per ragazzi, orti sociali e favorire il reinserimento lavorativo delle persone più svantaggiate. Inoltre è già in preparazione un secondo bando con il quale assegneremo altri 100 ettari, volendo arrivare nei prossimi anni a un totale di 500 ettari consegnati ai giovani agricoltori. Restituire le nostre meravigliose terre a chi ha voglia e capacità di coltivarle, significa incentivare l’agricoltura e creare occupazione, ma anche sottrarre l’agro romano alla speculazione e al cemento. Significa, cioè, portare avanti una visione diversa e sostenibile, che guardi al futuro.

 

8. OPERE E MECENATISMO

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– Il progetto dello stadio della Roma rappresenta un esempio virtuoso di come pubblico e privato possano lavorare insieme per il bene della città. Grazie a quest’opera e a investimenti privati, infatti, Roma, otterrà infrastrutture e servizi per un valore complessivo di 320 milioni di euro. La A.S. Roma effettuerà interventi di interesse pubblico per 195,25 milioni di euro al servizio di tutto il quadrante e non solo dello stadio. Sarà realizzato il prolungamento della linea B da Magliana a Tor di Valle, il passaggio pedonale tra la stazione Magliana della FL1 e lo stadio, l’adeguamento/unificazione della via Ostiense-via del Mare, la nuova viabilità tra l’autostrada Roma-Fiumicino e la nuova Ostiense/via del Mare e gli interventi per prevenire eventuali rischi idraulici nell’area e degli argini del Tevere. Insomma, non solo un nuovo stadio, ma interventi di interesse pubblico che porteranno nuove infrastrutture e creeranno solo nella fase di cantiere 3000 posti di lavoro per la città e altrettanti a apertura avvenuta dello stadio.

– Stiamo lavorando per attrarre investitori privati e mecenati, per riqualificare i tesori di Roma. E stiamo riuscendo nell’intento. In un solo anno sono partiti i cantieri di restauro della Fontana di Trevi e del complesso delle Quattro Fontane, finanziato da Fendi in veste di mecenate unico con 2 milioni e mezzo di euro. Già riconsegnata alla città in tutta la sua bellezza la Barcaccia di Piazza di Spagna, il cui restauro da 200.000 euro è stato sostenuto dalla Società Urban Vision S.r.l., aggiudicataria del bando ‘Concessione di spazi pubblicitari’. Sempre in Piazza di Spagna il restauro dell’intera scalinata di Trinità dei Monti per un costo di 1,5 milioni di euro è stato sostenuto dalla Maison Bulgari, mentre un accordo da 1 milione di euro è stato concluso con il presidente della Repubblica dell’Azerbaijan Ilham Aliyev per l’intervento di scavo archeologico e valorizzazione nell’area dei Fori Imperiali – Via Alessandrina. Ultimo solo in ordine di tempo il finanziamento di quasi 500 mila euro da parte del magnate uzbeko Alisher Usmanov per restaurare la Sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio e la fontana cinquecentesca di piazza del Quirinale.

 

9. MOBILITA’, PGTU, METRO C

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– La nostra ossessione quotidiana è far muovere romani e turisti più velocemente in una città più decorosa. Abbiamo lavorato ad una riorganizzazione del trasporto pubblico locale, con la stesura a 15 anni dal precedente del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Una strategia che ci ha portato alla creazione di nuove aree pedonali in centro storico, per valorizzare al meglio quartieri, monumenti e musei che attraggono 13 milioni di turisti l’anno. Per dimostrare che in una città troppo spesso vittima del traffico ci si può spostare non solo con il mezzo privato. Abbiamo cambiato la disciplina della sosta tariffata e introdotto forme di mobilità condivisa, per dissuadere l’uso del mezzo privato a vantaggio di quello pubblico per recarsi nei quadranti cittadini maggiormente congestionati. Il risultato positivo di questa operazione sta nei 100mila iscritti ai due servizi di car sharing convenzionati aperti da altrettante aziende private nell’ultimo anno. Tutto questo senza dimenticare i bandi in arrivo sul bike sharing, dopo che la precedente amministrazione ha lasciato fallire il primo servizio che era stato creato in città.

– Ora la nostra attenzione è concentrata sulla rete metropolitana: il 9 novembre abbiamo aperto le prime 15 fermate della Metro C, da Pantano a Centocelle, un’opera fondamentale per snellire la mobilità della zona Est della città. Un risultato ottenuto dopo 7 anni di lavori, prolungatisi per una carenza di controlli sullo stato di avanzamento dei cantieri e sulla lievitazione dei costi da parte di chi ci ha preceduto. Entro metà 2015 vogliamo inaugurare le successive sei fermate, da Centocelle a Lodi, che ci avvicineranno all’intersezione con la linea A a San Giovanni che segna uno dei punti forti della nuova linea metro. A marzo 2015 verrà consegnata ai cittadini anche l’ultima fermata, quella di piazzale Jonio, del prolungamento B1.

10. TRASCRIZIONI MATRIMONI

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– Sabato 18 ottobre 2014 abbiamo registrato sedici matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Abbiamo deciso di dare un riconoscimento legittimo a tutte le persone che si amano e inviare un segnale importante affinché anche in Italia si promulghi una legge in materia di unioni civili e diritti per le coppie formate da persone dello stesso sesso. In questa battaglia di civiltà e di diritti non siamo soli. Accanto alla nostra Amministrazione ci sono diversi comuni italiani, piccoli e grandi, che, quotidianamente, cercano di dare  risposte ai propri cittadini e alla carenza legislativa nazionale. In Europa, infatti, sono davvero pochi gli Stati a non essersi ancora dotati di una legge che regolamenta le unioni gay, tra gli Stati membri della UE solo Grecia e Italia sono ancora sprovviste di un ordinamento giuridico preciso. Siamo stati invitati a cancellare le trascrizioni dal ministro degli Interni, Angelino Alfano che ha dato mandato al Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro di eseguire la direttiva, ma noi proseguiamo nella nostra direzione. Proprio ieri la Procura di Udine ha espresso un giudizio negativo sull’operato del prefetto della città che nei giorni scorsi annullò le trascrizioni effettuate dal comune.

 

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